La Tradizione
Storie da ricordare e storie ancora tutte da scrivere: è per unire passato e futuro che nasce Ciak, il taccuino sempre con te e sempre contemporaneo.
Erede di un passato “popolano” e popolare, legato al commercio, ad attività di scambio e di interazione sociale, Ciak è il diretto discendente dei primi artigianali taccuini. E' l'evoluzione di un oggetto e di un concetto – quello del fermare sulla carta parole e pensieri – che resta immutato nei secoli e che anche nell'era digitale dei new media e della realtà virtuale continua ad essere utilizzato, ripensato e personalizzato da tutti noi, tutti i giorni.
La storia di Ciak inizia a Firenze, più o meno così...

La città delle botteghe
Piccolo villaggio che ospitava i veterani dell'esercito, Florentia fu fondata dai Romani nel 59 a.C e, per tutto il XII secolo rimase un centro minore rispetto alle vicine Lucca, Pisa e Siena. La grande storia di Firenze iniziò nel Duecento quando il sistema delle corporazioni delle arti e mestieri organizzava tutto il lavoro della città, da quello manifatturiero con le "Arti Minori", a quello bancario, commerciale e finanziario con le "Arti Maggiori". Oltre a trainare l'economia del Comune, le Arti avevano anche un ruolo politico e decisionale all'interno del Consiglio del Popolo.
Furono soprattutto i mercanti, arricchiti con il commercio e l'artigianato locale, ad investire nella costruzione di grandi palazzi e opere d'arte che resero celebre Firenze.

Firenze capitale d'Italia

Cuore pulsante della città erano le botteghe artigiane dei falegnami, dei fabbri, vinattieri, e pellettieri. All'interno delle Corporazioni erano distinte ben 5 attività legate al cuoio: l’Arte dei Vaiai e Pellicciai, l’Arte dei Calzolai, quella dei Correggiai (fabbricanti di cinghie di cuoio), l’Arte dei Cuoiai e Galigai. Le prime testimonianze di queste categorie risalgono al 1282, quando probabilmente già si confezionavano i primi, antesignani taccuini. I mastri cuoiai confezionavano copertine di pelle che, grazie ad un laccio orizzontale, tenevano insieme fogli, note e promemoria di mercanti e banchieri. Dai primi del 1100 infatti, l'utilizzo della carta si era diffuso in Europa grazie  agl'arabi e negli stessi anni, in Italia, nasceva la prima cartiera di tutto il vecchio continente. Qui la carta venne migliorata grazie alle innovazioni apportate ai telai e ai magli che contribuirono ad una ancor più rapida diffusione, richiesta e commercializzazione per tutto il XIII secolo.

Stemma dell'arte dei Vaiai

Il Rinascimento e il Barocco

La situazione sociale, le condizioni economiche e commerciali che caratterizzavano la Firenze dei primi del 400  favorirono la nascita del Rinascimento, periodo artistico e culturale che si svilupperà successivamente in Italia e in Europa grazie all'opera di artisti, pensatori, scrittori e filosofi fiorentini. Pionieri del rinnovamento furono dapprima Petrarca e Boccaccio che gettarono le basi teoriche tradotte artisticamente prima da Brunelleschi e Donatello, poi da Botticelli, Michelangelo, Raffaello e Leonardo e molti altri.
L'importanza del commercio e dell'artigianato che veniva esportato erodeva il potere politico ed ecclesiastico lasciando spazio all'uomo, anche quello comune, di ripensare a sé stesso, al suo ruolo e potenziale. I comuni come Firenze erano terreno fertile per le nuove idee elaborate dall'umanesimo, che mettevano l'uomo al centro della conoscenza e del mondo conosciuto.
In questo periodo di grande rinnovamento e fervore commerciale, le merci continuavano ad aumentare e a differenziarsi: le produzioni e le maestranze si specializzarono nella creazione di prodotti per soddisfare le nascenti necessità legate alla nuova visione dell'uomo e della vita.
Per tutta la seconda metà del 400 e fino al periodo Barocco, la lavorazione della pelle fu un'attività molto fiorente: si producevano sfarzose tappezzerie, paramenti in cuoio, borse per monete e ogni tipo di abbigliamento o accessorio. I taccuini dell'epoca, ancora pensati come “raccoglitori di fogli”, si arricchirono di nuove forme e soluzioni, ma si dovrà aspettare fino all'800 per veder comparire le prime rilegature manuali su oggetti che non fossero libri preziosi. Con la rivoluzione di Gutenberg e dei suoi caratteri mobili il consumo di carta aumentò notevolmente e la penuria di stracci, di cui era composta in gran parte, portò alla sperimentazione di nuove materie prime: ortica, felce, luppolo e mais senza che nessuno, ancora, pensasse al legno.


La produzione della carta

L'età moderna
Il progresso scientifico e tecnologico ebbe un forte impatto sulla fabbricazione della carta che, a partire dal 1800, cominciò ad essere prodotta in maniera industriale e, dal 1844 con la prima pasta ricavata dal legno. Grazie a questa materia prima la produzione diventò di massa, i prezzi si abbassarono e la carta si trasformò in un prodotto di largo consumo. Si iniziarono così a confezionare i primi veri taccuini e, all'arte dei mastri cuoiai si unì quella più recente della legatoria per la produzione di oggetti pregiati come quaderni decorati da  incisori e doratori con stemmi o iniziali di famiglia. La grande novità del Novecento fu la lavorazione del cuoio per oggetti d’uso comune e di largo consumo.

L'era di Ciak
Un'evoluzione durata secoli, una trasformazione che ha dato vita, negli ultimi decenni ad agende, diari, taccuini, notebook, blocchi e quaderni di ogni forma, tipologia e materiale.
Ciak sceglie di mantenere la tradizione artigiana fiorentina, di distaccarsi dalle produzioni standardizzate continuando a garantire prodotti interamente made in Italy.


La produzione artigianale di Ciak


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